Nisimazine Helsinki
L’esperienza del Nisimazine continua al festival di Helsinki!!! Per la vostra gioia, io ho modestamente contribuito al terzo numero con la recensione appassionata e toccante di un bel documentario iraniano
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Storia della Cisl (di M. Musso e Paola Asproni)
Appunti sparsi di un seminario che nemmeno alle Frattocchie.
1) Nascita del sindacato in Europa: Gran Bretagna: sindacato figlio dell’industria. —–àsindacato emanazione del capitalismoEuropa: sindacato figlio dei partiti.——————–à sindacato emanazione della politicaItalia: sindacato figlio di Dio.—————————à sindacato emanazione dello Spirito
Il 15 Ottobre del 1857 nasce la società di massa. Il 14 Aprile del 1858 nascono i sindacati, illegali. Segno zodiacale: Ariete (=cocciutaggine nel perseguire i propri obbiettivi)
2) Fascismo: Quando c’era Lui il sindacato era unitario
3) Dopoguerra: i pastori Achille Grandi, Bruno Buozzi Martire, Giuseppe Di Vittorio, Oreste Lizzardi e Giulio Iscariota Pastore fondano er sindacato cor patto de Roma. Palmiro Togliatti subisce un attentato (ad opera delle BR): gli avvelenano un bambino. NON VALE COME SCUSA PER UNO SCIOPERO GENERALE=rottura!!!!!
4) QUELLO IN CUI CREDE LA CISL
STORIA: Nelle urne Dio Andreotti ti vede, Stalin no.
VALORI: laicità, ma non laicismo; la Bibbia
REGOLE: se ti tocchi diventi cieco
SIMBOLI: Ω
MODALITA’ DI COMPORTAMENTO: ora, labora, e paga le l’ICI solo se trombi con degli adulti.
-prima di tutto l’Uomo, creatura di Dio
-poi la donna, creatura di una costola della creatura di Dio
-Il Capitale è lo sterco di Dio, a meno che tu non viva in Vaticano
-RIVENDICA I TUOI DIRITTI TRAMITE LA PREGHIERA
-Associati liberamente ma non la domenica
-Formazione=catechesi
-Chi ci salverà dalle usurpazioni del padrone? Dio e il Papa (tranne papa Luciani che mangiava i bambini – avvelenati, hi hi)
CONFEDERALITA’: il sindacato è uno e trino e si è fatto carne per redimerci dai peccati (S. Raffaele Bonanni)
5) CISL: Anomalia nei sindacati:
-CONTRATTAZIONE ARTICOLATA (vescovi e cardinali)
-COLLEGAMENTO SALARI-PRODUTTIVITA’ (Papa)
-Scelta Europea (CEI)
Per questi motivi, forti persecuzioni da Cgil (Satana), Confindustria (Lucifero), Governo (Diavolo)
Polemica anticomunista: perché mangiare i bambini quando gli puoi far fare dei giochi speciali??? (Ho letto un articolo di un farmacista cattolico che spiegava perché non vendesse anticoncezionali: non era contro il sesso ricreativo, solo consigliava di usare gli anticoncezionali naturali, quelli che ci ha donato Dio) (Per esempio, il sesso anale o il sesso orale. Però senza ingoiare. Non si sa mai).
6) ANNI RECENTI: Sono state le BR ad uccidere Nostro Signore (con l’aiuto dell’OLP) 1989: l’arcangelo Gabriele fa cadere il muro di Berlino 1994: nascono le RSU (resurrezione, (tran)sustastazione, Universalità) 1999: patto di Natale (cazzo ridete, si chiama proprio così!!)
NB: LA CGIL DICE NO E BASTA, NOI DICIAMO AMEN
NNBB: Leggere i giornali equivale a toccarsi, a meno che non sia l’Osservatore Romano.(Se leggi Il Manifesto diventi cieco)
La presentazione della Cisl è finita, andate in pace.
Day 20 – Addio, che non esiste
Ultima cena, cloudy bay e un best of di Bob Dylan. Ma sopratutto, Pavlova, la torta meringa di Lynette: non esiste in natura niente di più buono. It doesn’t get any better than that. It possibly doesn’t. Anche se una delle cose che più amo in assoluto della lingua inglese è che la parola addio non esiste, mentre pubblico questo post ho in mente una canzone e una canzone soltanto….la dedico agli Shump-Pearces, sperando di rivederli presto. Mentre loro ascolteranno questa canzone, io ascolterò Welcome home di Dave Dobbyn e saremo quasi pari.
Addio, addio e un bicchiere levato al cielo d’Irlanda e alle nuvole gonfie.
Un nodo alla gola ed un ultimo sguardo alla vecchia Anna Liffey e alle strade del porto.
Un sorso di birra per le verdi brughiere e un altro ai mocciosi coperti di fango,
e un brindisi anche agli gnomi a alle fate, ai folletti che corrono sulle tue strade.Hai i fianchi robusti di una vecchia signora e i modi un po’ rudi della gente di mare,
ti trascini tra fango, sudore e risate e la puzza di alcool nelle notti d’estate.
Un vecchio compagno ti segue paziente, il mare si sdraia fedele ai tuoi piedi,
ti culla leggero nelle sere d’inverno, ti riporta le voci degli amanti di ieri.
E’ in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta,
il vento dell’ovest rideva gentile
e in un giorno di pioggia ho imparato ad amarti
mi hai preso per mano portandomi via.
Hai occhi di ghiaccio ed un cuore di terra, hai il passo pesante di un vecchio ubriacone,
ti chiudi a sognare nelle notti d’inverno e ti copri di rosso e fiorisci d’estate.
I tuoi esuli parlano lingue straniere, si addormentano soli sognando i tuoi cieli,
si ritrovano persi in paesi lontani a cantare una terra di profughi e santi.
E’ in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta,
il vento dell’ovest rideva gentile
e in un giorno di pioggia ho imparato ad amarti
mi hai preso per mano portandomi via.
E in un giorno di pioggia ti rivedrò ancora
e potrò consolare i tuoi occhi bagnati.
In un giorno di pioggia saremo vicini,
balleremo leggeri sull’aria di un Reel.
Day 18&19 – Il bel paese
Ultimi due giorni dai Pearces all’insegna della famiglia: shopping, cene, film in tv e tonnellate di cloudy bay. Ho scoperto un bellissimo show della BBC, Red dwarf. E’ come Un posto al Sole, solo che è ambientato su un’astronave in cui tutti sono morti tranne uno scoppiato irlandese, un gatto mutante e il computer di bordo. Geniale. La mia partenza si avvicina, e anche se provo a non pensarci The Dominion Post è spietato nel ricordarmi dove sto per fare ritorno:-Prodi ha mandato l’esercito a Napoli per contrastare i rifiuti. Mastella, da grande statista, ha capito che dietro ad una situazione del genere c’è la camorra: un grande statista.-Dopo la moratoria ONU sulla pena di morte il Papa chiede una moratoria sull’aborto. E io vivo in un paese dove la gente applaude a persone del genere. -Vogliono riesumare la salma di padre Pio per festeggiare i 40 anni dalla sua morte (!?)
Là, dove’l si sona
Fondamentalmente, la Nuova Zelanda è un posto tanto splendido quanto diverso dall’Italia: cioè tantissimo.
A peggiorare le cose, una pioggia che Dio la manda: il cielo è una cappa insormontabile, e ci perderemo gli ultimi tramonti da casa Shump-Pearce. Chissà quando, e chissà se, riuscirò a vederne un altro.
Day 17 – LA LIGERA
Torniamo a casa, a Wellington, ascoltando Ry Cooder e Bob Dylan (ho deciso che Joni Mitchell e Van Morrison non mi piacciono, dite pure quello che volete). Ormai le esplorazioni sono finite, non resta che vedere la città. E le città, per tanti versi, sono uguali in tutto il mondo. Puntuale, arriva il più grande racconto di viaggio che io e mia sorella potessimo ascoltare in tutta la nostra vita. E la cosa più sosprendende è che esce dalla bocca del nostro amato padre. Quando lui e tutti gli altri genitori del mondo erano piccoli, il mondo era diverso da com’è ora (e fin qui). A Terruggia, paese natio del babbo, le persone non chiudevano mai le porte delle case, ci si trovava in giro dall’uno o dall’altro, si metteva in comune tutto quello che si aveva con gli altri abitanti (non sono banalità, se provate a pensare alla nostra giornata tipo). E poi, c’era la ligera. O meglio, quello che faceva la ligera: il vabagondo, che viaggiava leggero perché non possedeva nulla e che viveva alla giornata. Girava per i villaggi chiedendo ospitalità, e più o meno una volta al mese capitava anche a Terruggia. Si fermava un paio di giorni nelle famiglie, chiedendo cibo e un letto, poi ripartiva. Era un’usanza che risaliva ai tempi dei pellegrini, e che si è persa definitivamente solo con il boom economico. Non per niente, gli indiani indicano il vagabondo con un termine che significa “persona che sta compiendo un viaggio spirituale”: non certo barbone. Comunque, un giorno la ligera capita a casa della zia Aurelia, sorella della nonna Martina, e le chiede da mangiare. La zia ha fretta, deve andare in città per delle commissioni, e così gli prepara di corsa in cucina un pasto con gli avanzi del giorno (nota per i distratti: lo lasciava quindi in casa da solo, il barbone). Al momento di servire in tavola, si accorge di avere solo più mezza bottiglia di vino da servire: dovrebbe andare in cantina a prenderne dell’altro, ma non ha proprio tempo, è già in grande ritardo. Così, per non fare una figura barbina con la ligera, allunga il vino nell’acqua e gli serve una bottiglia che sembra piena. Fugge a fare le commissioni; ma quando torna, la aspetta una brutta sorpresa: la ligera è sull’uscio che aspetta solo di salutare: “mi hai dato del vino con l’acqua; mi chi ven plù” sbotta tutto offeso infilando la porta. E da allora non è mai più tornato. Per la zia Aurelia, perdere il suo barbone è stato un immenso schiaffo in faccia. And nothing else matters.
Day 16 – North Island: altri vulcani
Dopo aver scoperto con piacere che la parola gaiser si scrive geyser, sono pronta a continuare il mio racconto. Uno dei geyser che abbiamo visitato era situato in un villaggio maori.
Ebbene sì, nel prezzo del biglietto era compresa anche la visita in mezzo alle case dei maori. Anzi, la guida stessa era un donnone maori orgoglioso e disponibile, che ha parlato delle rivendicazioni della sua gente in termini troppo aggressivi per essere inglesi e, davanti al Marae (l’edificio riservato alle cerimonie e ai riti), ha detto una cosa estremamente vera: un turista australiano le ha chiesto quali fossero i termini della sua religione; lei ha risposto che i maori non hanno religioni, la religione è una roba importata dai bianchi e che va bene giusto per i bianchi. Loro avevano e hanno un belief. Grandissima.
Ma per il resto, il villaggio maori mi ha messo addosso una tristezza immensa: gli abitanti erano una vetrina quanto le colate di argilla fumosa, se ne stavano lì ad intrecciare davanti a tutti gonnellini da vendere ai turisti con l’ulteriore pegno della “rappresentazione culturale”, cioè di un balletto che ad ogni ora vendevano ai turisti, eseguito per lo più da scazzatissimi ragazzini. Mi chiedo come si sarebbe evoluta la società maori se non fossero arrivati i bianchi a rompere le palle, cosa sarebbe oggi veramente, non con i balletti chiusi in un recinto.
Di sicuro senza una chiesa cattolica nel centro di una delle piazze del villaggio.

Day 15 – Rotorua
Oltre a fotografare migliaia di piccoli gaiser cittadini, ho visto un film che pensavo fosse una cagata e invece avrebbe potuto essere un bel film, non fosse che un paio di inquadrature rovinano tutto e lo fanno diventare soltanto un bel film dell’orrore: The descent. Menomale che dai glowworm siamo andati ieri, perchè non guarderò mai più una caverna con gli stessi occhi. PICTURES WILL BE AVAILABLE IN A FEW DAYSPer il resto, abbiamo passeggiato tra boschi e cascate che pensavo esistessero solo nella mia immaginazione, soprattutto le foreste fitte all’interno delle quali si aprono delle radure. Sembrava di tornare bambina, quando sognavo di essere una principessa che andava in guerra in mezzo ai boschi per salvare il principe azzurro intrappolato dal cattivo di turno.Per lo meno, ora so che le locations esistono veramente. Mancano il principe e il cattivo di turno.
Day 14 – North island: siamo tutti glowworms
In Nuova Zelanda ci sono grotte in cui, alla profondità di circa 6 metri, si può osservare un cielo stellato come non si è mai visto in nessuno dei due emisferi, e lo si può fare anche in pieno giorno. Lo spettacolo è indescrivibile, e non è possibile scattare delle foto: si può solo vedere di persona.A rendere possibile questa meraviglia sono dei vermi che, nello stadio larvale, brillano al buio per attrarre le prede: gli insettini credono di andare verso la luce del sole e invece restano intrappolati nei cavi che le larve fanno pendere dalla grotta. Praticamente, sono vermi che pescano. Quando sono cresciuti, smettono di brillare; la femmina lascia il soffitto per volare in giro, attrarre un maschio, fecondare le uova e poco dopo morire per lasciare posto ai figli. Ma se nella ricerca del maschio resta intrappolata in uno dei cavi tesi dalle larve, queste se la mangiano. E’ altamente probabile che sia solo una coincidenza, ma nella zona attorno alla grotta era pieno di cartelli contro la violenza domestica.
e poi le valigie.