Un venerdì sera

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Siamo sedute nel dehor, Giada ed io, il rosso davanti a noi. Io sorseggio un barbera; lei, con mio sommo disgusto, una malvasia. E’ l’una suppergiù, tra un po’ andremo a casa perché questo è un periodo dell’anno in cui c’è troppa gente per fare anche noi le ochette da strada e continuare nottata. Torniamo a casa e dormiamo, il mattino ci alziamo per studiare. La notte, in questo periodo dell’anno, è per i liceali, e per i trentenni a cui è scaduto il contratto di lavoro arrapati dai liceali. Ultima sigaretta, ultimo bicchiere, e a casa. Lampeggia, ma non piove. Il fiume è straordinariamente bello questa sera, con il cielo blu cobalto anche se è tardi e le luci che illuminano i ponti. Ho un caro amico neozelandese che quando viene qui accompagno per bar lungo i Murazzi nel vano tentativo di dimostrargli che la birra italiana non fa tutta schifo. Finisce sempre che ci prendiamo un assenzio in piazza Vittorio. Io bevo, lui mi parla dei ristoranti italiani.
E’ fine Giugno ma se Dio vuole lungo il fiume fa quasi freddo, e il freddo sta diventando un bene prezioso.
Giada prende un sorso di vino, poi mi guarda.
-Oh ma con Fabio?-
La guardo e scoppio a ridere. I neon che illuminano la Chiesa della Gran Madre mi ricordano che viviamo nel 2007, almeno credo.
-Mi ha detto che il fatto che io non sia cattolica stava diventando un problema-.
Giada sputa il vino che stava cercando di bere, non riesco a capire se ride o se annaspa per non morire soffocata.
-Quindi, niente più Fabio- aggiungo con le labbra appoggiate al bicchiere.
I neon in effetti stanno illuminando una chiesa.
Un branco di ragazzi con felpe Frav ci sorpassa, barcollando sul marciapiede. Sono tutti ubriachi marci. Sembrano contenti.
Giada inizia a prendere lunghi respiri, senza smettere di ridere. Stava ridendo e morendo soffocata insieme, evidentemente.
-E’ meglio che vada, giovedì ho il primo scritto- riesce finalmente a biascicare proprio mentre io mi accendo la sigaretta. -Dai, fumo l’ultima e poi andiamo-. Anche io avrei un esame giovedì però boh, chissà. Cosa te ne fai di una laurea in lettere, perché perdere tempo?
Si avvicina e mi sussurra: -Ma dietro di noi (non ti girare!) non c’è un amico di Tati?-
-Chi?-
-Quel ragazzo biondo coi rasta. Te lo ricordo?-
Volto la testa (solo la testa) lentamente, ignorando le sue proteste.
-Sì, credo che sia lui. Vuoi andare a salutarlo?-
-Non lo so. Lo conosciamo abbastanza da salutarlo?-
Sorrido, guardando verso la piazza.
-You know what?-mi dice sempre il mio amico neozelandese indicandomi, da sotto i Murazzi, il ponte che congiunge Piazza Vittorio a Piazza Gran Madre, in linea d’aria davanti ai Cappuccini, la sera, mentre beviamo-It is true that we never had big corruption and we got many civil rights aknowledged and a very low rate of unemployment. But we don’t have….this-.

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Informazioni su neshuma

Young night bird of the third millennium, pissed off, scarcely cultured, heavy drinker, sensitive to the many world infamies, in love with rats and pigeons, dreamer of any social justice, music freak, voracious of any piece of film, editor virtuosa, writer, marketing tyro, journalist, failed English teacher, failed actress, historian in the spare time…

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