Day 7 parte seconda – Thanks for not eating us

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All’ottava ora di guida, usciti dalla foresta e raggiunta la costa, mio padre ha cominciato a sbandare verso destra: era arrivato il momento di cercare un posto dove dormire. Si riuscivano ormai ad intravedere alcune case sparse, e un cartello indicava addirittura la presenza di un Bed&breakfast. Abbiamo seguito le indicazioni su su per una stradina circondata da pioppi. Inutile dirlo, non un’anima in giro. C’erano alcune case sul sentireo, ma nessuna sembrava abitata. E soprattutto, nonostante i pomposi segnali stradali non c’era traccia di un bed&breakfast. Dopo alcuni minuti di angosciosa ricerca, mi sono accorta che accanto al cancello di una casetta bianca e rosa c’era un cartello (grosso quanto un post it e semi nascosto dall’edera) che indicava che il posto che cercavamo era proprio la casetta. Io e Giulia siamo scese e siamo entrate nel giardino, un trionfo di rose rosa. Suoniamo all’entrata, ma nessuno sembra arrivare. Guardo per terra, mi accorgo che proprio sopra alla scritta WELCOME dello zerbino ci sono due enormi ossa spolpate, grosse quanto quelle di….ehm, un uomo. Proprio in quel momento, la porta si apre. E’ una signora di mezza eta’ vestita di rosa e con un largo ghigno. -Oopss….scusate per le ossa, sono del pranzo di Natale- esordisce ridendo – Posso fare qualcosa per aiutarvi?–Dunque-balbetto, siamo una famiglia di 4 persone e vorremmo passare qui la notte…ho letto l’insegna….–Quattro? Wow, non abbiamo mai avuto 4 ospiti per volta! Venite, venite-dscf0214.jpgIo e Giulia abbiamo esitato un attimo, ci siamo guardate, e abbiamo deciso che preferivamo essere mangiate vive piuttosto che farci la figura di merda di scappar via come due isteriche. Dentro era come fuori: un trionfo di moquette bianca e rosa, con mobili trafugati dalla villa Malibou di Barbie. Ma era tutto talmente soffice da diventare davvero cozy. In soggiorno il marito stava guardando una puntata di Star Trek; era grande, grosso e soprattutto morbidamente largo. Ci ha mostrato le due doppie a disposizione (una bianca e una lilla, variazione dal rosa) e ci ha detto che accettavano solo contanti. Poi ci hanno lasciate uscire per andare a chiamare i nostri genitori. Nonostante mia madre abbia commentato per tutto il tempo, ad intervalli di circa 10 minuti, che quelle non potevano che essere ossa umane, alla fine e’ stata la notte piu’ comoda che abbiamo passato finora: letti larghissimi, tv con dvd in camera ( e una collezione di sci-fi incredibile), colazione a letto. Io e Giulia ci siamo guardate Teen Agers from outer space e Santa Claus takes over Mars, e il giorno dopo abbiamo speso la mattinata a chiacchierare con i bizzarri proprietari tanto si sono rivelati simpatici. Hanno anche un delizioso cagnolino bianco dal pelo riccio di nome Storm.Una sola cosa mi ha lasciato perplessa: quando gli ho chiesto se era stato Storm a mangiare quelle ossa tanto piu’ grosse di lui che si trovavano sullo zerbino, loro hanno risposto semplicemente: – Oh no, non certo e’ stato lui! -. Senza aggiungere nient’altro.Forse, come mi ha suggerito poi Neil, non amavano il cibo italiano.

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Informazioni su neshuma

Young night bird of the third millennium, pissed off, scarcely cultured, heavy drinker, sensitive to the many world infamies, in love with rats and pigeons, dreamer of any social justice, music freak, voracious of any piece of film, editor virtuosa, writer, marketing tyro, journalist, failed English teacher, failed actress, historian in the spare time…

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