Day 16 – North Island:Other volcanoes / North Island: altri vulcani

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After finding out that the word “gaiser” is spelled “geyser”, I am now ready to keep on with my story. One of the geyser we visited was in the middle of a maori village. Well, in the ticket price was included a visit to the Maori houses and cemetery. Actually the guide herself was a very big Maori woman, proud and very friendly, who told us about the pretentions of her people. By the Marae (the buiding for the ceremonies) she said something absolutely true: an Australian turist asked her which were the rites of the Maori religion; she answered that the Maori don’t have a religion, religion is stuff the white people brought here and which is only good for white people. The Maori had, and have, a belief. Sooooo cool. A part from this though, the Maori Village gave me an infinite sadness: the inhabitants were in a showcase just like the smoky clay drips, they were standing there weaving little skirts to be sold to turists along with the “cultural representation”, that is a dancing show that was repeated every hour, mostly performed by very bored kids. I wonder how the Maori society would’ve evolved if the white people wouldn’t have arrived busting their balls. What would really be, a part from danincing and fences?

For sure without a catholic church in the middle of one of the village squares.

Dopo aver scoperto con piacere che la parola gaiser si scrive geyser, sono pronta a continuare il mio racconto. Uno dei geyser che abbiamo visitato era situato in un villaggio maori.

Ebbene sì, nel prezzo del biglietto era compresa anche la visita in mezzo alle case dei maori. Anzi, la guida stessa era un donnone maori orgoglioso e disponibile, che ha parlato delle rivendicazioni della sua gente in termini troppo aggressivi per essere inglesi e, davanti al Marae (l’edificio riservato alle cerimonie e ai riti), ha detto una cosa estremamente vera: un turista australiano le ha chiesto quali fossero i termini della sua religione; lei ha risposto che i maori non hanno religioni, la religione è una roba importata dai bianchi e che va bene giusto per i bianchi. Loro avevano e hanno un belief. Grandissima.

Ma per il resto, il villaggio maori mi ha messo addosso una tristezza immensa: gli abitanti erano una vetrina quanto le colate di argilla fumosa, se ne stavano lì ad intrecciare davanti a tutti gonnellini da vendere ai turisti con l’ulteriore pegno della “rappresentazione culturale”, cioè di un balletto che ad ogni ora vendevano ai turisti, eseguito per lo più da scazzatissimi ragazzini. Mi chiedo come si sarebbe evoluta la società maori se non fossero arrivati i bianchi a rompere le palle, cosa sarebbe oggi veramente, non con i balletti chiusi in un recinto.

Di sicuro senza una chiesa cattolica nel centro di una delle piazze del villaggio.

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Informazioni su neshuma

Young night bird of the third millennium, pissed off, scarcely cultured, heavy drinker, sensitive to the many world infamies, in love with rats and pigeons, dreamer of any social justice, music freak, voracious of any piece of film, editor virtuosa, writer, marketing tyro, journalist, failed English teacher, failed actress, historian in the spare time…

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