Diario Aquilano – day 1 – L’arrivo

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Finalmente il treno si ferma. Siamo a Roma. Una serie di lamenti strazianti sta invadendo il corridoio. Un’ora e mezzo prima, alle 3e30 del mattino, ho visto il giapponese seduto nel corridoio di fronte al mio compartimento che cercava di dormire in piedi, con le mani appoggiate in posizione di meditazione al finestrino e il collo reclinato. Ha resistito 45 minuti in quella posizione. Le famose filosofie orientali.

Arriviamo miracolosamente a stazione Tiburtina senza perdere nulla e prendiamo l’autobus delle 8. Arriviamo all’Aquila alle 11, ma solo perché l’autobus si ferma in mezzo all’autostrada e dobbiamo aspettare che ne venga un altro a raccattarci. Il travaso dei bagagli non è semplicissimo in mezzo ad auto che sfrecciano ai 180 km orari, ma nessuno si fa male, e questa può essere considerata una grande vittoria per la compagnia Arpa.

L’Aquila è un po’ più bella di come l’avevo lasciata a Luglio. Molti più negozi e bar aperti, un po’ di gente in giro la sera. La zona rossa è sempre lì, transennata. Si vive solo in periferia, ma almeno la periferia adesso sta vivendo. Per il centro, il cuore storico che univa L’Aquila (che in realtà è un insieme di micropaesini uniti, essendo la città d’Italia che occupa più superficie rispetto al numero di abitanti), ci vorranno per lo meno 5 anni.

E poi il Campo 3e32, in via Strinella,

Un'oasi di democrazia Un’oasi di democrazia

a 200 metri dalla stazione degli autobus. Un’oasi di democrazia in mezzo alle tende blu Forza Italia della protezione civile, tutte uguali, tutte recintate, tutte silenziose. L’ex Parco Unicef, adesso Piazza 3e32, dal nome del comitato che gestisce il posto: un presidio dei vigili del fuoco (“Rispettiamo solo i pompieri” era uno dei gridi delle manifestazioni durante il G8, e il corteo si faceva sempre stretto contro il marciapiede per lasciar passare le camionette), un media center che era diventato durante il G8 il meeting point ufficiale di tutti i giornalisti che avessero voglia di raccontare davvero qualcosa (dal Giappone alla Finlandia, la scritta “Yes we camp” ha fatto il giro del mondo), un bar, un capannone per riunioni e concerti, una cucina buonissima e un torello (anche se non sono sicura che il termine aquilano sia appropriato) per lavarsi.

O, e naturalmente i 3 mitici Sebach, i cessi chimici da concerto che sono l’unica forma di bagno disponibile.

Certo l’atmosfera non è più quella del G8: non c’è più Martin, il tedesco no global che parla 11 lingue ed è stato in carcere 4 volte perché “non sono un non violento!”. Seguiva tutti i G8 da 10 anni, quello in Giappone compreso (e ci è andato in treno), e aveva come unico bagaglio al custodia della sua tromba. Non c’è più Turi, il barbone che suonava il flauto di legno. Non c’è più il monaco buddista che svegliava tutti alle 5 del mattino con il gong della preghiera, ne’ la strega di Vicenza che insisteva sull’inutilità dei cellulari, dato che pensare una persona significa mettersi in contatto energetico con lei e si comunica anche meglio.

 Però ci sono ancora Sara, Mattia, Vincenzo, Lorenzo, Federica, Orzo e tutti i ragazzi del 3e32, un po’ più stanchi ma sempre molto combattivi. E per niente soli: al mio arrivo vengo accolta da una fila senza fine di tende, ammassate l’una sull’altra. Il 3e32 ormai è un vero camping, ha attratto turisti che ne sono venuti a conoscenza dai telegiornali grazie alla scritta “Yes we camp” sulla collina. Sistemiamo la tenda, ovviamente accanto a un formicaio, e passiamo la giornata gironzolando perla città. Naturalmente piove, piove sempre all’Aquila, ma la pioggia non è niente di che.

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Informazioni su neshuma

Young night bird of the third millennium, pissed off, scarcely cultured, heavy drinker, sensitive to the many world infamies, in love with rats and pigeons, dreamer of any social justice, music freak, voracious of any piece of film, editor virtuosa, writer, marketing tyro, journalist, failed English teacher, failed actress, historian in the spare time…

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  1. Raffaele Napoli
    Aggiungi anche me. Letto e apprezzato. (una voce in più non guasta, altrimenti Alberto poi si pavoneggia troppo… non dirglielo eh)

  2. Rosella Balestra
    Mi hai fatto rivivere per un attimo i giorni trascorsi con i ragazzi del 3e32 durante il g8… la scritta a roio… che bello…
    August 11 at 3:51pm • Delete

  3. Federica Bertolino
    sempre presente! Ma mi chiedevo se era possibile vedere anche la vostra tenda… possibilmente montata… 😉
    August 11 at 5:37pm • Delete

  4. Beatrice Adelaide Michelutti
    Cara Marta, le formiche sono un po’ come i delfini di Ferruccio, non-violente ma caparbie. E chi è questa favolosa strega mia concittadina? Anelo in cuor mio di conoscerla presto 🙂 un bacio alla mia giornalista preferita!
    August 11 at 7:21pm • Delete

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