Archivio mensile:ottobre 2009

Music Blog #1

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In esclusiva per www.forgetoday.com, commenti sulla scena musicale di Sheffield…

Stockroom is a lovely club. I know that “lovely” is an adjective that fits better a tea-room but still, Stockroom is lovely. And cosy. The black floor, the worn out carpets and the random displacement of furniture make it the perfect punk venue.

It’s a tiny little hole in the middle of traffic where you can have some genuine punk time. There is even toilet paper in the loo. It is a real sign of civilization, when in the dirtiest club in town there is toilet paper.

I went to the club for the very first time a couple of weeks ago, to enjoy a gig on the corner stage where a few punk bands kept banging on the drums and screaming their guts out at the mic. Cars were passing fast outside the window, giving the impression that they would crash the corner and actually enter the building (an event which might easily turn into tragedy, but also such a Dadaist expression that no real punk could 100% wish it didn’t happen for real….).
During a pause, this guy comes up to me with a very big yellow box. “Hi, I’m from Mutiny Plot – he says without preamble – We are trying to raise money for a proper demo, would you like to buy our album?”

Twinning #1

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In esclusiva per http://www.actinoutmag.com, la prima puntata del mio viaggio inglese…

Twinning non è una marca di thè: quello è il Twinings. Twinning vuol dire gemellaggio, cioè un atto formale e simbolico tra due Comuni di nazioni diverse allo scopo di sviluppare strette relazioni politiche, economiche e culturali. Cosa ci si faccia poi effettivamente con un gemellaggio nessuno lo sa.
Premessa: volendo studiare giornalismo in un paese senza Bruno Vespa e possibilmente anche senza Vittorio Feltri, ho scelto di veleggiare verso il Regno Unito perché parlano una lingua facile da imparare e perché sono una grande fan dei Muse.
Basta andare sul sito del Times, scegliere l’università a cui viene dato il voto più alto rispetto a quello che si vuole studiare, scaricare dal sito l’apposita application form, tradurre il CV gonfiandolo a dismisura e condendolo con raccomandazioni, portfolio eccetera e spedire il tutto.
E così che sono finita a Sheffield, ridente cittadina del Nord dell’Inghilterra. Sheffield era prima famosa per essere un produttore di acciaio su scala globale, e adesso per aver dato i natali agli Arctic Monkeys. Nel 1937 George Orwell la definì “la città più brutta del Vecchio Mondo”; ma arrivata quassù ho scoperto che George Orwell aveva detto una sonora stronzata.
Sorge in mezzo alle colline, con un fiume e quattro affluenti che la attraversano. È la città più verde d’Inghilterra e possiede il numero più alto di alberi per abitante di qualsiasi altra città europea. Ci sono anche gli scoiattoli, grossi quanto i ratti dei Murazzi. Ha fama di città grigia e deprimente, ma gli edifici, se non sono di quel tipico mattone inglese rosso e a punta, sono palazzoni in vetro verde creati da qualche architetto con il senso dell’umorismo, e che effettivamente mettono allegria. Il suo simbolo è la ruota panoramica che sorge in centro, scopiazzata da quella di Londra e installata solo quest’estate, ma tant’è: è il punto più alto della città e da lì si può vedere la campagna circostante, meravigliosamente inglese.
E poi è vitale. Come la Giamaica, ma declinata in senso melanconico e un po’ incazzato, è una città…..

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