Twinning #2

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C’è un gran parlare di una nuova band in città, tanto che Forge, il giornalino dell’Università, mi manda a recensire il loro concerto. Si chiamano Violet May, e anche se il nome non vi dice niente la faccia del frontman Chris McClure è famosissima: avete presente il fumatore con l’aria very working class e incazzata sulla copertina del primo disco degli Arctic Monkeys? Amico d’infanzia.
La venue del concerto è il mitico The Harley, il locale più gettonato della città per quanto riguarda i concerti indipendenti: l’acustica è la peggiore possibile, ma servono un Lagavulin che è la fine del mondo. Tra suono e whiskey, è giusto che vinca il secondo. Sopra il bar c’è un hotel, costa 30 sterline a notte e inclusi nel prezzo ci sono i tappi per le orecchie, perché il dj set va avanti tutte le notti fino alle 2. Un mio amico che ci ha dormito ha detto che in realtà i tappi sono inutili: sono le vibrazioni dei bassi, non la musica, a tenere svegli. E al mattino hai il mal di terra.

Leggi il resto su:

http://www.actingoutmag.com/index.php?option=com_content&task=view&id=488

 

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